le hasard fait bien les choses-photo exhibition

30.09-13.11.2022  

Esposizione fotografica bipersonale 

Ludovica De Santis & Andrea Basileo

Curata da/Curated by: Jessica Macor & Yimei Zhang

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Venerdi 30 settembre dalle 18:00-21:00

Friday 30 September from 18:00-21:00

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Le hasard fait bien les choses mette in dialogo gli scatti di due giovani fotografi, Ludovica De Santis e Andrea Basileo, questionando la pratica dell’istantanea attuale e delle possibilità di rappresentazione della quotidianità.

“Le hasard fait bien les choses”, cioè “il caso fa riuscire le cose” è un detto famigliare francese che allude alle fortunate coincidenze, alle serendipità, a un fato benefico al quale la vita talvolta ci confronta, facendoci esclamare di stupore. Ma il caso è un elemento che, chi si occupa di fotografia, deve imparare a cogliere al volo, a scatenare, a rendere malleabile, per poter immortalare i suoi soggetti in un dato momento sotto forma di istantanea.

Ed è così che la nozione di accidentalità diventa quindi per alcuni artisti lo strumento stesso del loro mestiere, al medesimo livello della macchina fotografica: la condizione sine qua non della loro pratica.

Il titolo francese dell’esposizione è tutt’altro che casuale. Pur non informando in maniera esplicita l’opera dei due fotografi, sia Andrea Basileo che Ludovica De Santis hanno un legame particolare con Parigi, poiché tutti e due hanno vissuto in questa città per periodi più o meno lunghi. La fotografa romana infatti ha studiato teoria e storia del cinema alla Sorbona, laureandosi con una tesi sulle tecniche narrative nel cinema sovietico prima di tornare in Italia e installarsi nel capoluogo lombardo; invece il fotografo ticinese, dopo aver conseguito il diploma in fotografia allo IED di Milano, ha diviso la sua vita a partire dal 2017 tra Ginevra e Parigi, come assistente e fotografo di campagne per grandi marchi di alta moda.

Due percorsi incrociati, speculari e chiastici, che però oltre ad essere accomunati dalla casualità dell’iter geografico, presentano anche una netta similitudine nell’approccio alla fotografia.

Entrambi infatti, pur essendo nati e cresciuti negli anni 90, facendo quindi parte della generazione che ha assistito all’avvento della trasformazione digitale, prediligono per la loro pratica artistica l’uso della pellicola analogica, che permette alle loro fotografie di far emergere la grana dell’emulsione chimica e di stabilire un rapporto particolare con la luce. Questa scelta, quasi a controcorrente rispetto alla tendenza attuale, permette ai due artisti di catturare davvero l’essenza di un’istantanea e di rispettarne la temporalità di produzione: serrata, momentanea, per realizzare lo scatto in sé, unico e irripetibile, e dilatata invece per scoprirne il risultato su carta dopo il processo di sviluppo. 

All’epoca della condivisione immediata delle informazioni, dell’instant messaging, dei social media basati sul testo o sull’immagine, filtrata e modificata, questo ritorno alla spontaneità e alla materialità del medium fotografico pare una boccata d’aria fresca.

L’esposizione Le hasard fait bien les choses propone due nuove serie commissionate da La Rada a De Santis e Basileo: abili ritrattisti, entrambi portano uno sguardo particolarmente emotivo ed intimista ai soggetti immortalati dalla loro macchina fotografica. 

Praticando l’arte della fotografia di strada grezza, brutale e diretta, Ludovica De Santis narra storie di noia e solitudine provinciale. In questa nuova serie, la fotografa romana porta il suo sguardo nella regione del Viterbese per esplorare la periferia e la vita dei suoi abitanti nell’era dell’ultra digitalizzazione, dei ritmi di vita accelerati, del divario generazionale reso ancora più marcato dall’avvento di internet. Ma in realtà, cos’è cambiato? Come sopravvivono abitudini e immagini legate al secolo scorso?

Dopo aver realizzato il progetto pluriennale “Tutti frutti”, dedicato ai momenti ludici dell’infanzia, Andrea Basileo, in questa nuova serie, coglie gli sguardi emblematici di una generazione che ha deciso, per una ragione o per l’altra, di andare a vivere altrove rispetto al luogo d’origine. Nell’intimità dei loro appartamenti o in esterni affezionati, i soggetti degli scatti del fotografo ticinese evocano una nuova quotidianità in divenire, in bilico costante tra le tracce del passato e una nuova geografia, interiore ed esteriore, ancora da costruire.

Le serie dei due fotografi diventano dunque le facce di una stessa medaglia, capaci di carpire visivamente le sorprese del caso attraverso la cristallizzazione di un momento, in bilico tra epoche e luoghi.

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Le hasard fait bien les choses brings into dialogue the shots of two young photographers, Ludovica De Santis and Andrea Basileo, questioning the contemporary practice of the snapshot and the possibilities of representing everyday life.

“Le hasard fait bien les choses,” meaning “chance makes things succeed,” is a familiar French saying that alludes to fortunate coincidences, serendipity, a beneficent fate to which life sometimes confronts us causing us to exclaim in amazement. But chance is an element that, those involved in photography, must learn to catch on the fly, to unleash, to make malleable, in order to immortalize their subjects at any given moment in the form of a snapshot.

The notion of accidentality thus becomes for some artists the very instrument of their craft, on the same level as the camera: the sine qua non condition of their practice.

The French title of the exhibition is anything but accidental. Although it does not explicitly inform the work of the two photographers, both Andrea Basileo and Ludovica De Santis have a special connection to Paris, as both have lived in this city for more or less long periods of time. In fact, the Roman photographer studied theory and history of cinema at the Sorbonne, graduating with a thesis on narrative techniques in Soviet cinema before returning to Italy and settling in the Lombard capital; on the other hand, the photographer from Ticino, after graduating in photography at the IED in Milan, has divided his life as of 2017 between Geneva and Paris, as an assistant and campaign photographer for major high fashion brands.

Two crossed paths, specular and chiastic, which, however, in addition to being united by the coincidences of the geographical iter, also present a clear similarity in their approach to photography.

In fact, both of them, despite being born and raised in the 1990s, thus being part of the generation that witnessed the advent of digital transformation, prefer the use of analog film, which allows their photographs to bring out the grain of the chemical emulsion and to establish a special relationship with light. This choice, almost against the current trend, allows the two artists to truly capture the essence of a snapshot and to respect its temporality of production: tight, momentary, to realize the unique and unrepeatable shot itself, and dilated instead to discover the result on paper after the development process. 

In the age of instant information sharing, instant messaging, text-based or image-based social media, filtered and edited, this return to the spontaneity and materiality of the photographic medium seems like a breath of fresh air.

The exhibition Le hasard fait bien les choses features two new series commissioned by La Rada to De Santis and Basileo: skilled portraitists, the two photographers both bring a particularly emotional and intimate look to the subjects immortalized by their cameras. 

Practicing the art of raw, brutal and direct street photography, Ludovica De Santis tells stories of provincial boredom and loneliness. In this new series, the Roman photographer brings her gaze to the region around Viterbo (Italy) to explore suburbia and the lives of its inhabitants in the era of ultra-digitization, accelerated pace of life, and the generation gap made even more pronounced by the advent of the Internet. But really, what has changed? How do habits and images associated with the last century survive?

After the project “Tutti frutti” dedicated to the playful moments of childhood, Andrea Basileo captures in this new series the emblematic gaze of a generation that has decided, for one reason or another, to move away from their place of origin. In the intimacy of their apartments or in affectionate exteriors, the subjects of the Ticinese photographer’s shots evoke a new everyday life in the making, constantly balancing between the traces of the past and a new  interior and exterior geography, yet to be constructed.

The two series thus become two sides of the same coin, capable of visually grasping the surprises of chance through the crystallization of a moment, poised between epochs and places.

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Graphic design by 𝑱𝒐𝒔𝒉𝒖𝒂 𝑨𝒍𝒕𝒉𝒂𝒖𝒔

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