29.10.21- 27.11.21 SOUNDATA

AXEL CRETTENAND, MAYAR EL BAKRY & JOANNA SELINGER

a cura di Francesca Ceccherini e Eleonora Stassi
progetto di OTO SOUND MUSEUM e la rada

29.10.21- 27.11.21

Vernissage venerdì 29 ottobre h 18.00

Orari di apertura: da venerdì a domenica dalle 15:00 alle 19:00

e su appuntamento scrivendo a: direzione@larada.ch

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AXEL CRETTENAND, MAYAR EL BAKRY & JOANNA SELINGER

curated by Francesca Ceccherini and Eleonora Stassi

project by OTO SOUND MUSEUM and la rada

29.10.21- 27.11.21

OPENING Friday 29 October from 6 pm

Opening times: Fri-Sun from 3pm to 7pm

and on appointment: direzione@larada.ch

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Migrando verso la Svizzera italiana in occasione del suo quarto appuntamento nello spazio reale, OTO SOUND MUSEUM presenta il progetto espositivo SOUNDATA invitando gli artisti Axel Crettenand, Mayar El Bakry e Joanna Selinger a la rada.
Insieme a la rada OTO torna ad interrogare la sperimentazione, questa volta dando spazio alla relazione con i dati e alla loro libera interpretazione attraverso il linguaggio del suono. La mostra SOUNDATA è stata concepita con l’obiettivo di aprire uno spazio di riflessione tra suono e immagine, tra arte e tecnologia, rimescolando anche i rapporti di un’antica dicotomia che vede coinvolti l’essere umano e la macchina. SOUNDATA si rivolge alle ricerche avviate da Crettenand, El Bakry e Selinger in relazione all’elaborazione e all’interpretazione dei dati relativi a determinate condizioni dell’esistente o alla situazione ambientale più recente. Attraverso differenti approcci, gli artisti hanno sviluppato display artistici e strategie tecnologiche per tradurre specifiche informazioni in suono, creando percorsi di ascolto e possibili paesaggi di significato.


Chaotic arrangement for 66 voices (2021) di Axel Crettenand è un’installazione pensata per tradurre il comportamento caotico prodotto dal calore in un coro di voci. L’opera consiste in un dispositivo composto da un serbatoio di acqua riscaldata, monitorato da termometri, un software e un impianto audio. I dati vengono raccolti attraverso dodici termometri disposti nel volume d’acqua e inviati a un programma appositamente progettato per tradurre in tempo reale le informazioni di temperatura in note MIDI, che sono infine sintetizzate in voci umane. Attraverso questi suoni antropomorfi, precedentemente registrati e orchestrati dal comportamento casuale dei cambiamenti di temperatura, l’invisibilità del caos si manifesta in un coro effimero e imprevedibile. In Chaotic arrangement for 66 voices il suono prodotto traduce una metodologia scientifica in una pratica artistica capace di rivelare anche una dimensione spirituale che gioca con i confini tra visibile e invisibile, assenza e presenza, elementi naturali e dispositivi tecnologici.

Sperimentando tra le diverse possibilità di visualizzazione dei fenomeni naturali, Mayar El Bakry e Joanna Selinger hanno concentrato la loro ricerca nella raffigurazione di eventi naturali attraverso metodi non convenzionali, metodi in grado di restituire i dati in una forma estetica e sonora di grande impatto. Dopo una fase iniziale di orientamento hanno scelto di dedicare il loro lavoro allo studio del fenomeno degli tsunami partendo da alcuni dei principali eventi degli ultimi due decenni: gli tsunami della costa dell’Indonesia (2004), della costa di Samoa (2009), vicino a Tohaku, Giappone (2009) e della costa del Cile (2015). Il risultato di questo percorso è l’installazione audiovisiva wave/forms (2016), elaborata sulla base dei dati sismici della IRIS (Incorporated Research Institutions for Seismology) e sviluppato con l’aiuto del software “Sonifyer” che ha permesso di tradurre i dati sismografici in frequenze udibili. Questa traccia sonora si presenta accompagnata da una visualizzazione dinamica ottenuta grazie
all’utilizzo di uno script audio-reattivo che, mostrando l’epicentro degli tsunami, svela il comportamento delle onde audio che si scontrano con il profilo dei continenti di una geografia celata ma anche con i confini reali della sala in cui l’opera è presentata. Nel percorso di SOUNDATA i dati prendono vita, forma e suono, si impossessano dello spazio espositivo in maniera inedita e totale migrando nella percezione del visitatore, che è invitato a rivalutare e riscoprire il fascino e la vertigine dei dati celati in ogni cosa che ci circonda, in ogni legge che regola la vita umana sul nostro pianeta.


Axel Crettenand (1989, CH) è artista multidisciplinare e inventore che vive e lavora a Zurigo. Inizialmente focalizzato sulla fotografia e sulle sperimentazioni video, la sua pratica si è rivolta in seguito alla concezione di installazioni generative attraverso l’utilizzo di voci, suoni e testi. Intreccia costantemente la ricerca artistica e scientifica e si interessa anche alle differenti manifestazioni di spiritualità nelle società contemporanee. Tra le ultime ricerche l’atlante di immagini The Obsession Of The Form, che indaga e specula sul rapporto tra Dio e la matematica. Si è laureato all’ECAL (Losanna) dove ha conseguito la laurea in Fotografia e successivamente ha ottenuto il Master in Fine Arts presso la ZHdK (Zurigo). Tra le mostre: Life Lines, Johann Jacobs Museum, 2020-21, Zürich (CH), Small Project for Coming Communities, House of the Catholic Church, 2019, Stuttgart (DE), Tiny show, 2018, ZHdK, Zürich (CH), Dix ans d’EnQuête photographique valaisanne, 2018, Médiathèque Valais (CH), Lab Photography Research, 2018, ateliers de Bellevaux, Lausanne (CH), 21st price of the Young Talents in photography,
2017, Oslo@Buro, Basel (CH), High, 2014, théâtre de Vidy, Lausanne (CH), Too Cool For School, 2012, Spazio Orso, Milan (IT). Nel 2019 ha vinto il finanziamento ZHdK-Avina Project Fund per realizzare la performance partecipativa The Green Spirits.


Mayar El Bakry è una graphic designer e ricercatrice svizzera-egiziana che vive a Zurigo. Esplora i confini del design, fondendo diverse pratiche nel suo lavoro. Attualmente, si sta concentrando sul cibo e la cucina come mezzo per creare spazi di scambio, dialogo e riflessione comune. All’interno della sua ricerca sottolinea l’importanza dello scambio interculturale, della collaborazione interdisciplinare, delle pedagogie femministe decoloniali e intersezionali. Nel suo progetto in due parti “Food for Radical Thought” sta indagando la cucina come spazio creativo e luogo di comunione e resistenza. La ricerca si basa sulla premessa che cucinare e mangiare insieme può funzionare come un’interfaccia per facilitare il dialogo e creare un ponte per discussioni non invasive su argomenti difficili come il potere, il privilegio, il razzismo, la supremazia bianca e la discriminazione. Nella sua ricerca guarda specificamente alle pratiche decoloniali che si rivelano nel riappropriarsi dello spazio attraverso il cibo e la cultura gastronomica, applicando queste conoscenze in un dialogo auto-riflessivo con la sua pratica
(di design). Oltre allo studio e la ricerca, coordina lo Swiss Design Network e co-cura “Educating Otherwise”, un programma di formazione continua presso l’Università di Scienze Applicate e Arti FHNW di Basilea che si concentra sulle pedagogie femministe intersezionali nel design.


Joanna Selinger, nata a Basilea nel 1992. Dopo la scuola dell’obbligo a Allschwil, all’età di diciassette anni ha frequentato il Leonhard Gymnasium di Basilea, specializzandosi in arti visive. Nel 2014 è stata ammessa alla Scuola d’Arte e Design di Basilea. Tra i molti progetti durante la sua formazione, ha creato l’installazione Wave Forms* in collaborazione con Mayar El Bakry. Nel settembre 2017, ha completato con successo il suo Bachelor of Arts in comunicazione visiva. Dal 2018, Joanna Selinger si è dedicata sempre più ai suoi progetti: videoclip musicali, cortometraggi, copertine di vinili, fotografie, loghi, design di poster e volantini e design tessile e ha potuto così approfondire la sua formazione in vari settori. Nel 2019 ha anche potuto fare esperienza come grafico freelance nel settore del design editoriale e aziendale presso Vitra International AG.

OTO SOUND MUSEUM è un museo pensato per accogliere opere invisibili e sperimentazioni legate al linguaggio del suono. Le sue opere costituiscono una collezione di paesaggi sonori inediti o recenti realizzati da artisti contemporanei differenti per pratica, geografia di provenienza e generazione. Presentato al pubblico con un display digitale, attraverso una selezione di opere accolte in uno spazio iconoclasta, il progetto sviluppa anche performance live e installazioni in quattro sedi partner distribuite sul territorio svizzero. OTO SOUND MUSEUM è un progetto curato da ZAIRA ORAM – collettivo curatoriale avviato da Francesca Ceccherini e Eleonora Stassi con Chloé Dall’Olio e Camille Regli che indirizza la sua ricerca verso display sperimentali e progetti multidisciplinari. Il progetto è supportato da Pro Helvetia.

Mostra realizzata con il gentile contributo di:

Pro Helvetia e Net Cetera. 

L’esposizione  è parte di Glob0, programma espositivo de la rada 2021. Il programma annuale ha il sostegno di: Municipio di Locarno, Repubblica e Cantone Ticino, Migros Kulturprozent. Si ringrazia in particolare Michele Tognetti per il costante supporto.

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ENGLISH

Migrating to the Italian part of Switzerland, OTO SOUND MUSEUM presents the show SOUNDATA on the occasion of the fourth appointment in the real space inviting the artists Axel Crettenand, Mayar El Bakry and Joanna Selinger at la rada.
Together with la rada, OTO returns to interrogate experimentation, this time giving space to the relationship with data and their free interpretation through the language of sound. The exhibition SOUNDATA has been conceived to open a space for reflection between the areas of sound and image, art and technology, also shaking up an old dichotomy that sees humans and machines involved. SOUNDATA focuses on the researches initiated by Crettenand, El Bakry and Selinger on the processing and interpretation of data related to certain existing conditions or environmental frame. Through different approaches, the artists developed artistic displays and technological strategies to translate specific information into sound, creating new paths of listening and landscapes of meaning.


Chaotic arrangement for 66 voices (2021) by Axel Crettenand is an installation designed to translate the chaotic behavior of heat in a fluid into a choir of voices. It consists of an apparatus composed of a tank of warmed water monitored by thermometers, a software and a sound system. Data are collected through twelve thermometers spread in the volume of water and sent to a program specifically designed to translate the temperature information into MIDI notes in real time, which are ultimately synthesized into human voices. Through these anthropomorphic sounds, previously recorded and orchestrated by the random behavior of heat, the invisibility of chaos manifests itself in an ephemeral and unpredictable chorus. The sound of Chaotic arrangement for 66 voices traduces a scientific methodology in an artistic practice capable of revealing a spiritual dimension that plays with boundaries between visible and invisible, absence and presence, natural and technological elements.


Experimenting among the different possibilities of visualization of natural phenomena, Mayar El Bakry and Joanna Selinger have focused their research in the representation of natural events through unconventional methods able to return the data in an aesthetic and sound form of great impact. After an initial phase of orientation, they chose to devote their efforts toward studying the phenomenon of tsunamis starting with some of the major events of the last two decades: the tsunamis of the coast of Indonesia (2004), the coast of Samoa (2009), near Tohaku, Japan (2009), and the coast of Chile (2015). The result of this path is the audiovisual installation wave/forms (2016), elaborated on the basis of seismic data from IRIS (Incorporated Research Institutions for Seismology) and developed with the help of the software “Sonifyer” that allowed to translate seismographic data into audible frequencies. This sound track is accompanied by a dynamic visualization obtained through the use of an audio- reactive script. By showing the epicenter of the tsunamis, the image reveals the behavior of the audio waves that encounter the profile of the continents of a hidden geography, but also with the real boundaries of the room in which the work is presented. The data come to life, shape and sound, take possession of the exhibition space in a total and unexpected way migrating in the perception of the visitor, who is invited to re-evaluate and rediscover the fascination and vertigo of the data hidden in everything that surrounds us, in every law that regulates human life on our planet.



Axel Crettenand (1989, CH) is a research-based multimedia artist and inventor based in Zürich. Initially focused on photography and video experimentations, his practice evolved to include voices, sounds and texts into generative installations. He constantly intertwines the artistic and scientific research and he is also interested in the manifestations of contemporary spiritualities. Among the last inquiries resulted in a commented atlas of images, The Obsession Of The Form, that investigate and speculate on the relationship between God and mathematics. He graduated at ECAL (Lausanne) where he obtained his bachelor’s degree in Photography and later he got his master’s degree in Fine Arts from ZHdK (Zurich). Among the exhibitions: Life Lines, Johann Jacobs Museum, 2020-21, Zürich (CH), Small Project for Coming Communities, House of the Catholic Church, 2019, Stuttgart (DE), Tiny show, 2018, ZHdK, Zürich (CH), Dix ans d’EnQuête photographique valaisanne, 2018, Médiathèque Valais (CH), Lab Photography Research, 2018, ateliers de Bellevaux, Lausanne (CH), 21st price of the Young Talents in photography, 2017, Oslo@Buro, Basel (CH), High, 2014, théâtre de Vidy, Lausanne (CH), Too Cool For School, 2012, Spazio Orso, Milan (IT). In 2019 he won the ZHdK-Avina Project Fund to realize the participative performance The Green Spirits.


Mayar El Bakry is a Swiss-Egyptian graphic designer and researcher based in Zurich. She works in and around the peripheries of design, merging diverse practices in her work. Currently, she’s focusing on food and cooking as a means to create spaces of discourses, exchange and dialogue and communal reflection. Within her research, she emphasizes the importance of cross-cultural exchange, cross-disciplinary collaboration, decolonial and intersectional feminist pedagogies. In her two-part project “Food for Radical Thought” she is investigating the kitchen as a creative space and a place for communing and resistance. The research draws on the premise that communal cooking and eating can operate as an interface to facilitate dialogue and bridge non-invasive discussions around difficult topic such as power, privilege, racism, white supremacy, and discrimination. She understands cooking and eating together as practices of making and reclaiming space for marginalized voices. In her research she specifically looks at decolonial practices focusing on making and reclaiming space through/with and by food and cooking while applying these learnings in a self-reflective dialogue with her own(design) practice. Next to her studies and research, she coordinates the Swiss Design Network and co-curates“Educating Otherwise” a continued education program at the FHNW University of Applied Sciences and Arts in Basel focusing on intersectional feminist pedagogies within design.


Joanna Selinger, born in Basel in 1992. After her compulsory schooling in Allschwil, she attended the Leonhard Gymnasium in Basel at the age of seventeen, majoring in visual arts. In 2014, she was admitted to the Basel School of Art and Design. Among many projects during her education, she created the installation Wave Forms* in collaboration with Mayar El Bakry. In September 2017, she successfully completed her Bachelor of Arts degree in Visual Communication. Since 2018, Joanna Selinger has increasingly dedicated herself to projects in independent work; in addition to music video clips, short films, vinyl covers, photographs, logos, poster and flyer designs and textile design, she was thus able to further her education in various areas. In 2019, she was also able to gain experience as a freelance graphic designer in the area of editorial and corporate design at Vitra International AG. She is currently still working on many different projects.

OTO SOUND MUSEUM is a museum designed to host invisible and experimental works related to the language of sound. The works constitute a collection of unpublished or recent soundscapes made by Swiss and international artists from different generations and practices. Presented to the public with a selection of works set up in an iconoclastic digital space, the project also features live performances and installations in four partner locations in Switzerland. OTO SOUND MUSEUM is a project curated by ZAIRA ORAM – curatorial collective focusing on experimental displays and interdisciplinary projects initiated by Francesca Ceccherini and Eleonora Stassi with Chloé Dall’Olio and Camille Regli. The museum is supported by Pro Helvetia.

Exhibition kindly supported by:

Pro Helvetia and Netcetera

This exhibition is part of Glob0, la rada’s 2021 exhibition program. The annual program is supported by: Municipio di Locarno, Repubblica e Cantone Ticino, Migros Kulturprozent. We particularly thank Michele Tognetti for his consistent support.