1.5.21 – 29.5.21 Rêverie. Metamorfosi della visione

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Lo sguardo di Piritta Martikainen introduce al mistero che avvolge la natura; sull’esile soglia tra sogno e realtà tangibile è condotto chi guarda le fotografie e i video presentati a la rada. L’artista porta ad ulteriore compimento le ricerche che hanno contraddistinto sino ad ora la sua poetica: l’ancestrale rapporto tra uomo e natura, incarnata, quest’ultima, dalle terre scandinave e da quelle ticinesi. Il mondo che ci restituisce qui raggiunge inediti effetti di onirismo: Martikainen sconfina nella visione più marcatamente sognante, nella rêverie.
I lavori – realizzati tra il 2020 e il 2021 con rare eccezioni – hanno visto la luce durante passeggiate solitarie, fatte nello spirito di una flâneuse dei tempi moderni. Il termine flâneuse associato alla pratica della fotografa non appare fuori luogo, soprattutto se si considera il suo approccio, basato sull’osservazione profonda e sull’autentico godimento estetico di colore, di luce e di forme; ma qui il paesaggio naturale si sostituisce a quello cittadino. Inoltre, la fotografa non parte da idee preconcette, piuttosto si lascia trascinare in un viaggio intimo e solitario,
in un flusso interiore di immagini poetiche alimentate da stupore e meraviglia, che trovano poi riscontro nelle fotografie. La maggior parte dei lavori qui presentati sono nati nel clima di grande incertezza legato alla pandemia. In questo contesto ci siamo visti costretti ad accogliere la solitudine nelle sue svariate forme, e la natura più che mai ha rappresentato un luogo di fuga. I paesaggi di Martikainen rimandano allora ad una sorta di locus amoenus: un ambiente di rifugio, idilliaco e incontaminato, fuori dal mondo e dal tempo. In quest’ottica, essi si caricano di nuove valenze e offrono spunti di riflessione ulteriori in merito, ad esempio, ai dibattiti inerenti allo scombussolamento delle abitudini di vita che hanno caratterizzato gli ultimi tempi.
Il mito della forza della natura che affascina e intimorisce, insito in alcuni lavori, ricorda i sentimenti dei pittori romantici a cavallo tra Sette e Ottocento. Pure la sacralità del paesaggio romantico offre parallelismi di rilievo: nel “Monaco in riva al mare” di Caspar David Friedrich, ad esempio, l’infinito coincide con il sacro. Alcuni lavori di Martikainen – come “Uhripuu (L’albero del sacrificio)” – focalizzano l’attenzione sulla dimensione sacrale di antiche credenze e pratiche proprie al folclore scandinavo, legate al culto della natura. Nei video l’artista sperimenta le possibilità espressive di materiali riflettenti, come lastre di rame o plastica, e ancora lenti apposite. Con tali strumenti si raggiungono effetti di distorsione e alterazione che esaltano la componente magica e fiabesca. Nel video “Visioita (Visioni)” Martikainen evidenzia il pulsare del cosmo mediante l’impiego di musiche elettroniche dell’artista sonora siberiana e residente a Ginevra Olga Kokcharova, e attraverso immagini che rimandano alla complessità della natura, sintetizzata nei suoi elementi primigeni: terra, acqua, aria e fuoco. Nel video sono integrate parti che l’artista aveva creato per la pièce teatrale “Macbeth, le cose nascoste”.
La scelta di unirle al lavoro è dettata dalla volontà di marcare la corrispondenza tra natura e condizione umana, divisa tra ombra e luce. Nel susseguirsi metamorfico della pluralità dei volti della natura, lo sguardo si fa a tratti quasi allucinato, rivelando i lati più inquieti e inquietanti dell’animo umano: il sangue nel candore di un manto innevato si trasforma in una macchia di Rorschach, l’abbaiare di un cane suggerisce presenze fantasmatiche, mentre il ronzio incessante di sottofondo introduce una tensione che lascia presagire risvolti affatto idilliaci.

Mostra personale di 𝐏𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐚 𝐌𝐚𝐫𝐭𝐢𝐤𝐚𝐢𝐧𝐞𝐧
02.05 – 29.05.2021
a cura di Nadia Bensbih


Piritta Martikainen
Finlandese di nascita, svizzera di adozione, fotografa, videoartista, insegna materie artistiche presso il CSIA/SCA. Si laurea in Finlandia in Arti visive, e prosegue gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Vienna.
Dal 2000 partecipa ad esposizioni in Svizzera e all’estero (MAK, Vienna; Kaapelitehdas, Helsinki; FotoGrafia Festival internazionale di Roma; Substitut, Berlino; Villa Dutoit, Ginevra; 8a Biennale dell’immagine, Chiasso). Al 2013 risale la mostra personale al Museo Cantonale d’Arte di Lugano; nel 2018 espone al Max Frisch Bad, Freibad Letzigraben di Zurigo. Nel 2020 le sue fotografie e video fanno parte dello spettacolo teatrale presso il LAC “Macbeth, le cose nascoste” per la regia di Carmelo Rifici; nel 2020 presso Casa Pessina ha luogo la mostra personale “Vedelle”.

L’esposizione “Rêverie. Metamorfosi della visione” è parte di Glob0, programma espositivo de la
rada 2021. Con il sostegno di: Municipio di Locarno, Repubblica e Cantone Ticino, Migros Kulturprozent,
Percento culturale Migros Ticino. Si ringrazia in particolare Michele Tognetti per il costante supporto.

Vernissage: Sabato, 01.05.2021, 18:00 – 21:00

Durata esposizione: dal 1/5/21 al 29/5/21

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Solo show of 𝐏𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐚 𝐌𝐚𝐫𝐭𝐢𝐤𝐚𝐢𝐧𝐞𝐧

Curated by Nadia Bensbih

02.05 – 29.05.2021

Piritta Martikainen’s gaze introduces us to the mystery that surrounds nature; the viewer is led to the thin threshold between dream and tangible reality by the photographs and videos presented at la rada. The artist brings to a further completion the research that has characterized her poetics up to now: the ancestral relationship between mankind and nature, embodied by the Scandinavian lands and those of Ticino. The world that she shows us here reaches new effects of oneiricism: Martikainen crosses over into the most markedly dreamy vision, into rêverie.The works – realized with rare exceptions between 2020 and 2021 – are captured during solitary walks, made in the spirit of a modern-day flâneuse. The term flâneuse associated with the photographer’s practice does not seem out of place, especially considering her approach, based on deep observation and authentic aesthetic enjoyment of color, light and form; but here the natural landscape is substituted for the cityscape. Moreover, the photographer does not start from preconceived ideas, but rather allows herself to be drawn into an intimate and solitary journey, into an inner flow of poetic images fueled by awe and wonder, which are then reflected in the photographs. Most of the works presented here were born in the climate of great uncertainty related to the pandemic. In this context we were and still we are all forced to embrace solitude in its various forms, and nature more than ever represented a place of escape. Martikainen’s landscapes refer to a sort of locus amoenus: a refuge, idyllic and uncontaminated, out of the world and out of time. From this point of view, they are charged with new values and offer further food for thought regarding, for example, the debates related to the disruption of life’s habits that have characterized recent times. The myth of the fascinating and frightening force of nature, inherent in some of the works, recalls the feelings of the Romantic painters at the turn of the 18th and 19th centuries. Also the sacredness of the Romantic landscape offers important parallels: in Caspar David Friedrich’s “Monk by the Sea”, for instance, the infinite coincides with the sacred. Some of Martikainen’s works – such as “Uhripuu (Tree of Sacrifice)” – draw attention to the sacred dimension of ancient beliefs and practices of Scandinavian folklore, linked to the cult of nature. In the videos, the artist experiments with the expressive possibilities of reflective materials, such as copper or plastic plates, and special lenses. With these instruments she achieves effects of distortion and alteration that exalt the magical and fairy-tale component. In the video “Visioita (Visions)” Martikainen highlights the pulsing of the cosmos through the use of electronic music by Siberian sound artist based in Geneva Olga Kokcharova, and through images that refer to the complexity of nature synthesized in its primordial elements: earth, water, air and fire. In the video are integrated parts that the artist had created for the play “Macbeth, le cose nascoste”. The choice to include them to the work is dictated by the desire to mark the correspondence between nature and the human condition, divided between shadow and light. In the metamorphic succession of the plurality of nature’s faces, the gaze becomes at times almost hallucinating, revealing the most restless and disturbing sides of the human soul: the blood on the whiteness of a snowy mantle is transformed into a stain of Rorschach, a barking of a dog suggests ghostly presences, while the incessant buzzing in the background introduces a tension that lets us presage implications not at all idyllic.

Piritta Martikainen

Born in Finland, living in Switzerland, photographer, video artist, teaches art subjects at CSIA/SCA. She graduated in Visual Arts in Finland and continued her studies at the Academy of Fine Arts in Vienna. Since 2000 she has participated in exhibitions in Switzerland and abroad (MAK, Vienna; Kaapelitehdas, Helsinki; FotoGrafia Festival internazionale di Roma; Substitut, Berlin; Villa Dutoit, Geneva; 8th Biennale dell’immagine, Chiasso). The solo exhibition at the Museo Cantonale d’Arte in Lugano dates back to 2013; in 2018 she exhibits at the Max Frisch Bad, Freibad Letzigraben in Zürich. In 2020 her photographs and videos are part of the theatrical pièce at the LAC “Macbeth, le cose nascoste” directed by Carmelo Rifici; in 2020 at Casa Pessina takes place the personal exhibition “Vedelle”. The exhibition “Rêverie. Metamorfosi della visione” is part of Glob0, la rada’s 2021 exhibition program. With the support of: Municipio di Locarno, Repubblica e Cantone Ticino, Migros Kulturprozent, Percento culturale Migros Ticino. We would like to especially thank Michele Tognetti for his consistent support.

Vernissage: Saturday 1st, 6 – 9pm

Duration of exhibition: 1 – 29 May, 2021