18.01.20 – 15.02.20 | COLLAGES 2000-2020

Davide Cascio

curator: Elio Schenini

(scroll down for the English text)

A 13 anni dalla mostra per il Premio Manor Ticino, Davide Cascio torna a presentare al pubblico ticinese il proprio lavoro in una mostra monografica che ripercorre vent’anni della sua produzione, focalizzandosi su uno dei linguaggi che l’artista pratica da sempre con grande assiduità: il collage.
La mostra – ospitata negli spazi de la rada, a Locarno, e curata da Elio Schenini – si propone di documentare, attraverso un centinaio di opere, la centralità della pratica del collage per la riflessione artistica di Davide Cascio (1976), una delle figure di primo piano della scena artistica ticinese degli ultimi decenni. Il collage è infatti da sempre la tecnica prediletta dall’artista, quella con cui dà vita alle proprie invenzioni visive e grazie alla quale nascono e prendono corpo i temi che poi vengono tradotti in cicli più ampi o in grandi installazioni ambientali, nelle quali i singoli collage sono spesso integrati.
Fin dai suoi esordi, nei primi anni duemila, il lavoro di Davide Cascio si presenta come il frutto di una ricerca complessa, ricca di rimandi e riferimenti, in cui si intrecciano motivi tratti non solo dal mondo delle arti visive, ma anche da quelli dell’architettura, del design, della letteratura, della filosofia, del cinema e della cultura popolare di massa.
Il suo modo di operare si caratterizza per un procedimento associativo che gli permette di ricomporre e rielaborare elementi provenienti da contesti storici e culturali molto diversi tra loro all’interno di complesse costruzioni spaziali che possono apparire allo spettatore come dei modelli o dei prototipi di futuribili strutture architettoniche. I lavori ambientali di Cascio si presentano infatti spesso come concretizzazioni di strutture possibili, ipotesi di «architetture mentali» che lo spettatore è invitato a esplorare e decifrare, per ricostruire percorsi di pensiero che seguano traiettorie inconsuete lungo il filo delle esperienze che hanno segnato la modernità e le sue aspirazioni utopiche.
Se le “architetture mentali” di Davide Cascio si traducono spesso in ampie installazioni spaziali, la loro origine è però legata in primo luogo all’esercizio costante di una tecnica non a caso strettamente legata alla nascita del modernismo qual è appunto il collage. L’accostamento e la sovrapposizione di immagini fotografiche e parole provenienti da riviste di moda, di costume o di architettura degli anni Sessanta e Settanta, serve all’artista per delineare paesaggi utopico-futuristici dominati da un’atmosfera a metà tra Pop art e Costruttivismo. Nelle opere di Cascio, il recupero e la riattualizzazione del pensiero modernista, di cui cerca di riprendere la lezione individuandone però allo stesso tempo i limiti, si concretizza nel tentativo di indagare la dicotomia tra l’immaginario della cultura di massa e le forme primarie e assolute dell’astrazione geometrica.
La riflessione sui temi architettonici, così frequente nei lavori di Davide Cascio ha, del resto, un importante punto di riferimento nelle esperienze dell’Architettura radicale degli anni Sessanta e Settanta del Novecento. Esperienze che offrono all’artista non solo una fenomenologia linguistica (anche in questo caso largamente fondata sul collage) cui fare riferimento, ma soprattutto un quadro teorico nel quale iscrivere la propria concezione della prassi artistica come luogo dove sperimentare l’azione del pensiero utopico.
Negli ultimi anni, l’applicazione dei meccanismi linguistici del collage si è andata espandendo dalla bidimensionalità del supporto cartaceo a quella tridimensionale dello spazio fisico. Hanno così avuto origine una serie di sculture e interventi architettonici realizzati con materiali retrò come laminati plastici e moquette che traspongono il principio del collage in un contesto spaziale. Nella mostra questo aspetto è rappresentato da un intervento murale realizzato espressamente per l’occasione.

Davide Cascio
Nato nel 1976 a Lugaggia (Capriasca), tra il 1992 e il 1996 frequenta il Centro scolastico industrie artistiche (CSIA) di Lugano per poi iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Roma, dove si diploma nel 2000. Tra il 2000 e il 2001 risiede al Cairo, approfondendo la conoscenza dell’arte islamica. Dal 2004 al 2006 torna a soggiornare nella capitale italiana come membro dell’Istituto Svizzero di Roma. Nel 2005 ottiene il Premio della Fondazione Vordemberge-Gildewart, mentre due anni dopo, in occasione dell’assegnazione del Premio culturale Manor Ticino, il Museo Cantonale d’Arte ospita una sua personale. Nel 2007 e nel 2008 figura tra gli artisti premiati agli Swiss Art Awards, esponendo le sue opere alla Kunsthalle di Basilea (2008) e al Kunsthaus Glarus (2009). Dopo un soggiorno a Zugo nell’ambito di una residenza promossa dalla fondazione Landis & Gyr, nel 2009 viene ammesso al Pavillon del Palais de Tokyo a Parigi per una residenza internazionale. Da allora risiede stabilmente in Francia, dove partecipa ad altre residenze d’artista: nel 2011 a Marsiglia (Astérides), nel 2012 a Bourges (La Box, École nationale supérieure d’art) e nel 2014 a Parigi (Fondation d’entreprise galleries Lafayette). Nel 2011 il Kunstmuseum Thun gli ha dedicato un’importante esposizione in coppia con Peter Stämpfli. Dal 2015 al 2019 è stato dottorando SACRe ENS/PSL (borsa ENSBA) a Parigi.

Mostra realizzata con il contributo di: Banca Stato ed Ernst und Olga Gubler-Hablützel Stiftung.

Inaugurazione: sabato 18 gennaio 2020, ore 18.00
La mostra rimarrà aperta fino al 15 febbraio 2020
Orari d’apertura:giovedì-sabato 14.00-19.00 oppure su appuntamento

Contatto: riccardo.lisi@larada.ch +41 76 4391866 +39 320 4866373

Ingresso libero

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Thirteen years after the exhibition for the Manor Art Prize, Davide Cascio returns to present his work to the Ticino public in a monographic exhibition that covers twenty years of his production, focusing on one of the languages that the artist has always practiced with great assiduousness: collage.
The exhibition – hosted in the spaces of la rada, in Locarno, and curated by Elio Schenini – aims to document, through about one hundred works, the centrality of the practice of collage for the artistic reflection of Davide Cascio (1976), one of the leading figures on the Ticino art scene in recent decades. Collage has in fact always been the artist’s favourite technique, the one with which he gives life to his visual inventions and thanks to which the themes then translated into larger cycles or large environmental installations, that often integrates single collages, are born and take shape.
Since its beginnings, in the early 2000s, Davide Cascio’s work has been the result of a complex research, rich in references, in which motifs drawn, not only from the world of visual arts, but also from the world of architecture, design, literature, philosophy, cinema and mass popular culture, are interwoven.
His way of working is characterized by an associative process that allows him to recompose and rework elements from very different historical and cultural contexts within complex spatial constructions that may appear to the viewer as models or prototypes of futuristic architectural structures. In fact, Cascio’s environmental works often present themselves as concretizations of possible structures, hypotheses of “mental architectures” that the spectator is invited to explore and decipher, in order to reconstruct paths of thought that follow unusual trajectories along the thread of experiences that have marked modernity and its utopian aspirations.
While Davide Cascio’s “mental architectures” are often translated into large spatial installations, their origin is first and foremost linked to the constant exercise of a technique that is not by chance closely linked to the birth of modernism such as collage. The juxtaposition and superimposition of photographic images and words from fashion, costume or architecture magazines of the Sixties and Seventies serves the artist to delineate utopian-futuristic landscapes dominated by an atmosphere somewhere between Pop art and Constructivism. In Cascio’s works, the recovery and re-actualization of modernist thought, of which he tries to resume the lesson, but at the same time identifying its limits, takes concrete form in an attempt to investigate the dichotomy between the imagery of mass culture and the primary and absolute forms of geometric abstraction.
The reflection on architectural themes, so frequent in Davide Cascio’s works, has, moreover, an important point of reference in the experiences of radical architecture of the 1960s and 1970s. Experiences that offer the artist not only a linguistic phenomenology (also in this case largely based on collage) to refer to, but above all a theoretical framework in which to inscribe his conception of artistic praxis as a place to experience the action of utopian thought.
In recent years, the application of the linguistic mechanisms of collage has expanded from the two-dimensionality of paper to the three-dimensionality of physical space. This has given rise to a series of sculptures and architectural interventions made with retro materials such as plastic laminates and carpets that transpose the principle of collage into a spatial context. In the exhibition this aspect is represented by a wall intervention expressly made for this occasion.

Davide Cascio
Born in 1976 in Lugaggia (TI), between 1992 and 1996 he attended the Centro scolastico industrie artistiche (CSIA) in Lugano and then the Accademia di Belle Arti in Rome, where he graduated in 2000. Between 2000 and 2001 he lived in Cairo, deepening his knowledge of Islamic art. From 2004 to 2006 he returned to the Italian capital as a member of the Swiss Institute of Rome. In 2005 he was awarded the Vordemberge-Gildewart Foundation Prize, while two years later, on the occasion of the awarding of the Manor Ticino Art Prize, the Museo Cantonale d’Arte hosted a solo exhibition of his work. In 2007 and 2008 he was among the artists awarded at the Swiss Art Awards, exhibiting his works at the Kunsthalle Basel (2008) and the Kunsthaus Glarus (2009). After a stay in Zug as part of a residency sponsored by the Landis & Gyr Foundation, in 2009 he was admitted to the Pavillon of the Palais de Tokyo in Paris for an international residency. Since then he has been living in France, where he has participated in other artist residencies: in 2011 in Marseille (Astérides), in 2012 in Bourges (La Box, École nationale supérieure d’art) and in 2014 in Paris (Fondation d’entreprise galleries Lafayette). In 2011 the Kunstmuseum Thun dedicated an important two-person exhibition to him with Peter Stämpfli. From 2015 to 2019 he was a doctoral student at SACRe ENS/PSL (ENSBA grant) in Paris.

Exhibition realized with the contribution of: Banca Stato and Ernst und Olga Gubler-Hablützel Stiftung.

Opening: Saturday January 18, 2020, h 6 pm

The exhibition will remain open until February 15, 2020
Opening hours: Thursday-Saturday 2-7 pm or by appointment

Contact: riccardo.lisi@larada.ch +41 76 4391866 +39 320 4866373

Free entry