05 – 27.10.18 | REDEEMED FROM RUINS. FREE FROM CONSEQUENCES OF SIN.

with matteo emery, lucas herzig, raphael perret, loredana sperini with
a virtual presence of armand schulthess
@la rada, via della morettina 2, locarno

(scroll down for the English text)

Venerdì 5 ottobre, alle ore 18.30, si apre alla rada (Locarno) un’esposizione che analizza il rapporto tra l’artista contemporaneo e le risorse a sua disposizione, sia naturali che industriali.

“Una città in cui gli spazzaturai sono accolti come angeli, e il loro compito di rimuovere i resti dell’esistenza di ieri è circondato d’un rispetto silenzioso, come un rito che ispira devozione, o forse solo perché una volta buttata via la roba nessuno vuole più averci da pensare”, scrive Calvino a proposito di una delle sue città invisibili. “La città di Leonia rifà se stessa tutti i giorni: ogni mattina la popolazione si risveglia tra lenzuola fresche, si lava con saponette appena sgusciate dall’involucro, indossa vestaglie nuove fiammanti, estrae dal più perfezionato frigorifero barattoli di latta ancora intonsi, ascoltando le ultime filastrocche dall’ultimo modello d’apparecchio.” Una città che oggigiorno non rappresenta più solo una finzione e fa riflettere se la sua vera passione non sia quella di godere delle cose nuove, ma piuttosto “l’espellere, l’allontanare da sé il più possibile, il mondarsi d’una ricorrente impurità.” Tuttavia qualcuno ci pensa e s’impegna a redimere dalle rovine, a liberare dalle colpe di questo peccato. Ma se queste rovine ritornassero sotto un’altra forma? Anche a Leonia questi rimasugli indistruttibili non sono invisibili ma rappresentano un acrocoro di montagne per sempre visibile all’orizzonte.

La collettiva Redeemed from ruins. Free from consequences of sin raccoglie alcune testimonianze, in cui questi affittuari di cultura (secondo Nicolas Bourriaud) interagiscono con materiali abbandonati, lasciti della natura o fabbricati dall’uomo. Prodotti di multipla provenienza in attesa di nuove espressioni, sono ritrovati e radicati in altri contesti, in nuove idee e dialoghi, in cui risuscitano o ri-muoiono.

Quali sono le motivazioni che spingono questi artisti a farlo e a quale intento? Vogliono fare una critica alle risorse, alla crisi che imperversa la società, allo spreco, alla società dei consumi? La risposta si concretizzerà nell’esposizione stessa attraverso le opere d’arte e i diversi punti di vista che rappresentano dei microracconti in cui uso, storia e memoria di questi oggetti vengono reinterpretati liberamente dagli artisti.

Essi sono Matteo Emery, Lucas Herzig, Raphael Perret e Loredana Sperini, con la presenza virtuale di Armand Schulthess.

La mostra è curata da Rafael Kouto e Carolina Sanchez.

L’esposizione perdurerà fino a sabato 27 ottobre e s’inserisce nel programma A fat, little, punchy concern of sixteen curato da Riccardo Lisi sulle nuove leve artistiche svizzere e supportato da Pro Helvetia. Si ringraziano inoltre Migros percento culturale e RafaelKouto; Nicolas Polli per la grafica.

Esposizione visitabile dal 5 al 27 ottobre 2018

dal giovedì al sabato, ore 14-19 e su appuntamento anche nei giorni festivi

con ingresso libero.

– § –

Friday 5th October at 6.30 pm, la rada (via della Morettina 2, Locarno) is delighted to present an exhibition that explores the relationship between contemporary artists and the resources at their disposal, both natural and industrial.

“The fact is that street cleaners are welcomed like angels, and their task of removing the residue of yesterday’s existence is surrounded by a respectful silence, like a ritual that inspires devotion, perhaps only because once things have been cast off nobody wants to have to think about them further”, has written Calvino about one of his Invisible Cities.

“The city of Leonia refashions itself every day: every morning the people wake between fresh sheets, wash with just-unwrapped cakes of soap, wear brand-new clothing, take from the latest model refrigerator still unopened tins, listening to the last-minute jingles from the most up-to-date radio.” A city that nowadays doesn’t represent an appearance and wondering if Leonia’s true passion is really the enjoyment of new things, but indeed “the joy of expelling, discarding, cleansing itself of a recurrent impurity.” However, someone thinks about it and engaging with the redemption from ruins, and free from consequences of sin.

If these ruins came back to another form? Even in Leonia these indestructible remains are not invisible but represent an acronym of mountains forever visible on the horizon.

The collective show Redeemed from ruins. Free from consequences of sin. collects some testimonies, in which these culture tenants interact with abandoned materials, bequests of nature or manufactured by man. Products of multiple origins waiting for new expressions, they are found and rooted in other contexts, in new ideas and dialogues, in which they resuscitate or re-die.

What are the motivations that push these artists to do it and with which intent? Do they want to criticize the resources, the crisis that rages society, waste, the consumer society? The answer will be reflected in the exhibition itself through the works of art and the different points of view that represent micro-accounts in which the use, history and memory of these objects are freely reinterpreted by the artists.

They are Matteo Emery, Lucas Herzig, Raphael Perret and Loredana Sperini, with a virtual presence of Armand Schulthess.

The show is curated by Rafael Kouto and Carolina Sanchez.

This exhibition can be visited until the 27th of October and it is part of A fat, little, punchy concern of sixteen, supported by Pro Helvetia and curated by Riccardo Lisi. Thanks to Migros percento culturale and RafaelKouto, and Nicolas Polli for visual and graphic design.

5th – 27th October 2018, Thursday – Saturday: 2-9 pm or on appointment. Free entry.