04.12.2016 | che cosa facciamo quando facciamo arte contemporanea

incontro pubblico tra gli spazi indipendenti di arte contemporanea in Svizzera italiana
ed esposizione delle edizioni realizzate dall’associazione la rada nei suoi vent’anni.

domenica 4 dicembre 2016, ore 16
segue aperitivo
@ la rada, via della morettina 2, locarno

diretta video dell’incontro a questo link:
diretta video dalla rada, Locarno

Il 1996 fu un anno importante nell’ambito della scena mutevole degli spazi culturali alternativi e indipendenti in Ticino.
A Locarno fu significativa la creazione della rada – poco dopo divenuta associazione – da parte della mediatrice culturale e giornalista Tina Stolz che la pensò come spazio culturale sperimentale e come casa editrice di poesia ed arte.
La prima sede era nella città vecchia di Locarno dove il 9 marzo 1996 si svolse il primo evento, l’apertura di un’interessante esposizione fotografica che induceva a riflettere sulla percezione spaziale e metavisiva da parte di bambini ipovedenti.
Subito la rada ebbe un suo pubblico – anche giovane – e le attività si moltiplicarono. Furono esplorati ampiamente territori come la poesia visiva e la poesia orale, con appassionanti festival internazionali e pubblicazioni particolarmente curate, grazie anche alla collaborazione di ottimi stampatori, e poi concerti d’improvvisazione musicale e spettacoli di danza e teatro.
Le esposizioni d’arte contemporanea erano a quell’epoca solo una componente dell’ampia offerta che la rada metteva a disposizione del pubblico locarnese.
Fu solo nel 2004, nella quarta sede e con la nuova direzione da parte del giovane Noah Stolz, che esse divennero l’ambito specifico di questo spazio culturale indipendente.
Con un’attività costante venne scelto di orientare l’attività espositiva verso ciò che di nuovo si stesse manifestando nella scena svizzera, ma non solo, e di far assumere alla rada le caratteristiche di una Produzentengalerie, lavorando dunque per il reperimento di fondi necessari a produrre opere ed allestimenti spesso complessi tra cui, come è noto, i film d’arte.
Due costanti hanno caratterizzato la rada: l’assenza di scopo lucrativo nelle sue attività e le difficoltà di avere una sede funzionale e stabile, forse superate finalmente con l’attuale quinta sede.
Da febbraio 2012 il direttore è Riccardo Lisi, che si era formato con un’intensa attività curatoriale nei primi anni 2000 presso il centro culturale la fabbrica, a Losone.
Negli ultimi anni la rada ha potuto sviluppare un’ampia ricognizione della giovane scena svizzera emergente, grazie all’ottenimento – per 4 anni su 4 – di contributi specifici erogati da Pro Helvetia agli spazi indipendenti. Ciò ha permesso di intensificare la presentazione di progetti espositivi da parte di artisti ticinesi e soprattutto ha dato al programma annuale una strutturazione organica e non basata su eventi ed occasioni singole.

Prima che finisca il 2016 è importante ricordare ciò che Tina Stolz creò vent’anni fa.
Sarà un evento triplice: domenica 4 dicembre dalle ore 16, nella sede stabile in via della Morettina 2, si potrà vedere in ufficio l’intera produzione editoriale e di multipli realizzata dalla rada, per poi visitare per il suo finissage l’eclatante esposizione Fernweh di Anna Choi (Seul, 1979).
E soprattutto, appunto dalle ore 16, all’interno dell’esposizione si svolgerà l’incontro pubblico aperto a tutti tra gli spazi indipendenti d’arte contemporanea della Svizzera italiana.

All’inizio Tina Stolz ricorderà i primi passi della rada ed il suo posizionamento “altro” rispetto agli spazi istituzionali, poi Noah Stolz ci illustrerà le ragioni di uno sviluppo specifico nell’ambito dell’arte contemporanea in un contesto come quello locarnese.

Perché oggi è importante l’arte contemporanea – ed in generale il “contemporaneo”? Lo sono sempre nella stessa misura? O qualcosa è cambiato?

Che ruolo hanno gli spazi che non sono né galleria commerciale, né istituzione pubblica, nell’innervare il tessuto culturale di un territorio come quello della Svizzera italiana? Possono giungere ad essere considerati come veri e propri spazi di ricerca e di produzione culturale nel territorio?

Quali sinergie possono attivarsi tra i vari spazi esistenti, nonostante evidenti differenze strutturali e nell’orientamento culturale tra loro?

E quali spazi son nati da poco o stanno per nascere – e saranno chiaramente benvenuti?

Domenica 4 dicembre alle 4 di pomeriggio alla rada la scena degli spazi indipendenti della Svizzera italiana dialoga e si racconta. E poi fa l’aperitivo assieme, nell’atrio della rada.

Pur non essendo questa la sede per dar luogo ad un vero e proprio simposio, tenteremo di offrire qualche riflessione riguardo al futuro del sempre più fitto e variegato network culturale del nostro cantone. Oltre a festeggiare insieme ed a permettere interventi spontanei – in un dialogo tra chi anima i singoli spazi e chi li frequenta come spettatore o come artista – abbiamo chiesto la partecipazione di varie personalità dell’ambiente culturale ticinese.

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